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Garibaldi, i Mille, la Fondazione Carige

17,21

È firmato da quest’ultima realtà il libro strenna dedicato all’Eroe dei due mondi e alla sua spedizione

Descrizione

I libri strenna, nonostante la crisi, esistono ancora! Un interessante esempio arriva dalla Fondazione Carige, che sotto le feste natalizie ha realizzato un poderoso volume (272 pagine di grande formato a colori, senza indicazione di prezzo), dedicato a “Garibaldi e la spedizione dei Mille”.

A curarlo, Paolo Peluffo, Lauro Rossi e Anna Villari, che hanno impostato il volume in due parti: una riguarda l’inquadramento storico, politico e militare dell’epoca; l’altra concerne l’iconografia e il mito della campagna bellica, dai diari coevi al cinema. Perché -scrivono gli stessi esperti- “attraverso quello che si configura come un vero e proprio racconto per immagini, Garibaldi appare non solo come eroe di cui diffondere le gesta, ma anche come mito da vedere, osservare, imitare e spesso persino adorare. Grazie a dipinti, sculture, stampe, cartoline, manifesti, francobolli (peccato non averli riprodotti, avendo preferito proporre numerosi quadri, statue e qualche cartolina, ndr), calendari, fotografie, la sua figura appare la più frequentata nella storia italiana, dalle vicende risorgimentali a oggi”.

E senza trascurare le tracce postali, perché i contenuti delle lettere, opportunamente contestualizzati, sono in grado di aiutare gli esperti nel ricostruire le idee, i fatti e i loro sviluppi. Ben tre pagine, ad esempio, sono lasciate ad una corrispondenza inedita, spedita da Giuseppe Mazzini, allora rifugiatosi a Londra, al protagonista del libro. È datata 3 aprile 1860, scritta quindi alla vigilia della partenza da Quarto. Ne viene offerta sia un’immagine leggibile, sia la trascrizione. “Mostra -annota Lauro Rossi- diversi motivi d’interesse. In primo luogo conferma la convinzione dell’esule genovese dell’occasione storica che si era aperta per gli italiani tra il 1859 e il 1860 per puntare decisamente a una guerra che liberasse il Centro e il Sud d’Italia; in secondo luogo è ulteriore testimonianza dello sdegno che colse i patrioti alla notizia della cessione da parte del Regno di Sardegna di Nizza e della Savoia alla Francia”. È una riprova, infine, “della grande difficoltà di rapporti” tra il mittente e il destinatario.

L’opera si completa con un inserto che racconta l’operazione giorno per giorno, partendo dalle premesse e accompagnando Garibaldi a Caprera.



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